Autoconsumo fotovoltaico
Accumulo dell’energia prodotta in eccesso e utilizzo nelle ore in cui i carichi superano la produzione.
Accumulo energetico industriale
Un sistema di accumulo non è una batteria scelta a catalogo. È un’infrastruttura che deve coordinare profili di consumo, produzione, potenza, sicurezza, controllo e continuità.
Partiamo dai dati disponibili: curve di carico, picchi di potenza, produzione fotovoltaica, qualità della rete, turn operative e spazio installativo. Da questa lettura definiamo quale funzione debba svolgere l’accumulo e quali vincoli debbano guidarne il dimensionamento.
L’obiettivo può essere aumentare l’autoconsumo, ridurre i picchi, sostenere carichi prioritari, stabilizzare una microgrid o rendere utilizzabile una fonte rinnovabile in un sistema isolato. Funzioni diverse richiedono architetture e logiche di controllo diverse.
Esigenze e applicazioni
Accumulo dell’energia prodotta in eccesso e utilizzo nelle ore in cui i carichi superano la produzione.
Controllo della potenza prelevata attraverso strategie definite sui profili reali e sui limiti della connessione.
Supporto ai carichi selezionati e coordinamento con rete, generazione locale e sistemi di emergenza.
Bilanciamento tra produzione, domanda, accumulo e priorità operative dove la rete è debole o assente.
Come sviluppiamo il progetto
Dove si applica
Chimica delle celle, capacità, potenza, C-rate, raffreddamento, involucro e controllo non possono essere scelti separatamente. Energy Division valuta la configurazione come sistema completo e chiarisce anche i casi in cui l’accumulo non produce un vantaggio sufficiente.
Presenza e contesto
Dalla sede di Bari, in Puglia, e attraverso le presenze di Dubai e Cartagena de Indias supportiamo valutazioni per contesti industriali, infrastrutturali e off-grid. Norme, clima, disponibilità della rete e manutenzione locale vengono considerate nel progetto, senza trasferire automaticamente la stessa soluzione da un mercato all’altro.
Condividi il profilo disponibile, la configurazione dell’impianto e l’obiettivo. La prima valutazione serve a capire se un BESS è tecnicamente sensato e quali dati mancano.